UM INTERVISTE ESCLUSIVE

I PROTAGONISTI DELLA MAREMMA

Se ben ricordo, fu proprio leggendo un articolo dello scrittore Pier Vittorio Tondelli, all’interno della sua rubrica “Culture club”, contenuta nella storica rivista musicale italiana Rockstar, che scoprii il grande talento narrativo di David Leavitt. Oggi potrà apparire strano che nel corso degli anni ’80, un intellettuale italiano potesse avere uno spazio culturale così influente all’interno di una normale rivista di musica. Anche Fernanda Pivano recensì con entusiasmo le opere di David Leavitt e di altri scrittori americani, coniando per loro il termine di “minimalisti” e non certo per sminuirne la grande qualità letteraria. Il libro d’esordio di David Leavitt, Ballo di famiglia, edito per la prima volta in Italia da Mondadori nel 1986, rappresentò una vera e propria svolta nel modo in cui la letteratura “alta” affrontava le tematiche legate all’omosessualità. La sensibilità e la lucidità con le quali lo scrittore trattava argomenti così complessi, rappresentano un unicum nella recente storia della letteratura mondiale. I protagonisti di quei nove racconti ci parlano senza alcuna retorica, conquistano la nostra attenzione grazie a uno stile essenziale e al tempo stesso poetico. L’anno successivo uscirà sempre in Italia la traduzione del suo primo romanzo La lingua perduta delle gru, e successivamente di Eguali amori, Mentre l’Inghilterra dorme, Arkansas, ed altri ancora. Tutte queste opere di David Leavitt hanno rappresentato una reale emancipazione culturale dal modo in cui le tematiche della sessualità e dell’affettività omosessuale erano state concepite sino a quel momento. Lo scrittore ha sempre dimostrato un grande interesse per l’Italia, soggiornando dapprima a Firenze, poi a Roma ed infine stabilendosi per qualche anno in Maremma assieme al suo compagno e scrittore Mark Mitchell. Il frutto di quell’esperienza è condensato nel libro firmato da entrambi, In Maremma: Life and a House in Southern Tuscany. Ma non è di questo che ci piacerebbe parlare con lui. In attesa dell’uscita del suo nuovo libro Bright Monday, prevista per il 12 gennaio 2027, abbiamo provato a porgli alcune domande.

Lei, nella sua ricca produzione letteraria, ha avuto il raro dono di emancipare il tema dell’omosessualità da quel pesante fardello di retorica morbosità che altri grandi autori del passato avevano inevitabilmente traslato nelle loro opere. Nei nove racconti che compongono il suo libro d’esordio Ballo di famiglia, le vite dei protagonisti vengono narrate con uno stile così diretto e disarmante, da suscitare in chi legge una naturale immedesimazione. Nel suo primo romanzo La lingua perduta delle gru, pubblicato in Italia nel 1987, i due protagonisti Philip ed Eliot vivono la loro storia d’amore nell’evoluta New York degli anni ’80. Sebbene nel corso del romanzo emerga un contrasto fra la vera identità dei personaggi e il perbenismo imperante nelle sfere familiari, riesce a descrivere quelle relazioni con una lucidità e una naturalezza mai raggiunte fino ad allora. Come è riuscito a compiere questo prodigio divulgativo, senza scadere nella retorica del “risentimento” comune a gran parte della letteratura omosessuale che l’ha preceduta?

David Leavitt: Avevo poco più di vent’anni quando scrissi i racconti raccolti in Ballo di famiglia, la maggior parte dei quali derivava, in varia misura, dalle limitate esperienze di vita fatte fino a quel momento. Non è stata una scelta consapevole, quanto piuttosto subconscia. Dicevo a me stesso che stavo scrivendo di situazioni familiari complicate dal fatto che un membro della famiglia fosse gay. Anch’io ero frustrato dalla maggior parte della cosiddetta “gay fiction” in cui mi ero imbattuto fino ad allora, anche se, come ho appreso più tardi, c’erano molti libri in circolazione di cui ero semplicemente all’oscuro e che in seguito sarebbero diventati immensamente importanti per me, in particolare Maurice di E. M. Forster, The Pilgrim Hawk di Glenway Wescott e We Think the World of You di J. R. Ackerley, solo per citarne alcuni. In effetti, gli scrittori che più contavano per me in quegli anni — Grace Paley, Flannery O’Connor, Alice Munro — erano donne eterosessuali il cui lavoro suggeriva un approccio a un argomento che, in generale, non era ancora stato trattato con molta cura letteraria.

In una recente intervista, ritiene poco probabile che la letteratura possa avere un impatto immediato sulle sorti generali del mondo. Non crede che la semplice lettura di Ballo di famiglia da parte di un giovane, di un padre di famiglia o di un rampante politico dei nostri giorni, potrebbe curare le loro ferite o smitizzare le tendenze retrograde in atto in molte società attuali?

David Leavitt: Non dubito che Ballo di famiglia, al momento della sua pubblicazione, abbia fatto una grande differenza per i giovani gay. Forse ha fatto la differenza anche per le loro famiglie. Ma ha impresso un cambiamento politico o sociale sostanziale? Quando leggo degli sforzi per bandire tutti i riferimenti all’identità sessuale dai programmi didattici delle università del Texas, posso mai immaginare che sventolare una copia di Ballo di famiglia in faccia alla destra reazionaria e piena d’odio li trasformerà in persone compassionevoli ed empatiche? Nemmeno per sogno.

Nel suo ultimo romanzo Shelter in Place, uscito in anteprima in Italia nel 2020 con il titolo Il decoro, fa una critica non troppo velata all’elezione di Donald Trump. È come se i suoi personaggi si sentissero impotenti di fronte al prefigurarsi dei nuovi assetti politici mondiali. Sente molto il peso del nuovo clima conservatore che si respira in America e in Europa? Crede inevitabile che tutto ciò possa influire nel tessuto narrativo delle sue opere o sul futuro dell’arte in generale?

David Leavitt: L’attuale situazione politica — globale, ma controllata in misura allarmante dalla condotta folle, erratica e rabbiosa di Donald Trump — è opprimente. Anche solo per riuscire a portare avanti la mia vita, sono costretto a limitare la grande quantità di notizie che mi arrivano. Inoltre, ho rinunciato a fare previsioni. In questo momento, Trump sta crollando. In questo momento, in Florida, il candidato democratico alla carica di governatore è in testa. Ne sono felice, ma dopo le elezioni del 2024, non ripongo più alcuna fiducia nei sondaggi o nelle vuote declamazioni degli opinionisti. Spero che la situazione migliori, ma anche se dovesse cambiare in meglio, i danni che Trump ha provocato lasceranno cicatrici permanenti. Ci troviamo anche in un momento storico in cui le cose cambiano così rapidamente che un libro pensato per rievocare il mondo esattamente com’è adesso sarà già obsoleto al momento della sua pubblicazione. Quindi no, non ho intenzione di scrivere nulla di esplicitamente politico nel prossimo futuro, anche se suppongo che il progetto a cui sto lavorando ora, pur concentrandosi interamente sul mondo prima del 1956, tenti di spiegare, se non come uscire da questa situazione, almeno, in parte, come ci siamo finiti.

Lei è nato a Pittsburgh e cresciuto a Palo Alto. Sappiamo quanto ami l’Italia e in particolare Firenze, a cui ha dedicato il bellissimo libro Florence: A Delicate Case, non ancora tradotto in italiano. Dopo aver vissuto a Firenze, si è trasferito a Roma e in seguito ha ristrutturato un casolare a Semproniano, in Maremma, nel quale ha vissuto per alcuni anni assieme al suo compagno Mark Mitchell. Il vostro libro In Maremma: Life and a House in Southern Tuscany, è la viva testimonianza di quell’esperienza ed è anch’esso disponibile in lingua originale. Non Le chiederò nulla dei suoi rapporti con l’Italia, essendo stati ampiamente espressi nei suoi libri. Se mi consente, vorrei porle un’altra domanda. Negli Stati Uniti, il concetto di “casa” come luogo identitario è da sempre condizionato da una forte propensione alla mobilità lavorativa o circoscritto a precisi progetti familiari. Ricordo, ad esempio, che in passato molti anziani appartenenti alla middle class, usavano recarsi in Florida per poter trascorrere i loro ultimi anni in un clima più caldo e favorevole. Si ha la tendenza a credere che, a un certo punto della vita, subentri una nostalgia in grado di riavvicinarci ai luoghi in cui siamo nati. Avrebbe una definizione personale di casa che si sente di condividere con noi?

David Leavitt: Casa, per me, è ovunque io possa vivere con mio marito, Mark, e il mio cane, Ollie. Qui a Gainesville viviamo nella stessa casa — e la cosa mi stupisce — da ventitré anni. Quella casa, più di ogni altra in cui io abbia abitato, è casa mia, ma l’America non lo è. La mia casa spirituale — il mio destino — è l’Europa, ed è l’Italia, dove spero di ritornare quando andrò in pensione dal mio lavoro alla University of Florida.

Il suo prossimo romanzo Bright Monday, edito da Bloomsbury Publishing, uscirà il 12 gennaio 2027. Da quel po’ che sappiamo, sarà ambientato a Milano. Ci può dire se sarà prevista una traduzione in italiano come avviene di solito per gran parte delle sue opere? Cosa potrebbe anticiparci sul suo nuovo libro?

David Leavitt: Bright Monday, che uscirà in Italia con il titolo Pasqua, Pasquetta, è ambientato durante il fine settimana di Pasqua del 2022. Il suo narratore, Adam, è venuto a Milano per tradurre il romanzo che la sua amica Valeria ha pubblicato sotto pseudonimo e che è diventato un inaspettato bestseller mondiale. Il romanzo di Valeria, ambientato a Palermo, si basa sulla vita di Santa Rosalia, la santa patrona delle pandemie. Questo è importante dal punto di vista tematico, poiché la maggior parte del libro riguarda un incontro casuale, la domenica di Pasqua, tra Adam e Francesco, un architetto con cui ha avuto una relazione nei primi anni ’90 a New York — nel culmine della pandemia di AIDS. All’epoca Francesco viveva con la più cara amica di Adam, Natalia, con la quale è ora sposato. Quando Francesco invita Adam, spontaneamente, a unirsi alla sua famiglia per il pranzo di Pasqua, si apre la possibilità di rivivere la relazione che avevano avuto in gioventù. A questo punto la narrazione torna indietro nel tempo, a New York. Due città, due continenti, due momenti storici, due pandemie.

Per una bio-bibliografia completa di David Leavitt vi consigliamo di consultare il sito personale dello scrittore: davidleavittwriter.com


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